V. 2 N. 1 (2023)
Articoli

L’erbario di Ulisse Aldrovandi: attualità di una collezione rinascimentale di piante secche

Fabrizio Buldrini
Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Bologna Sistema Museale di Ateneo, Università di Bologna
Alessandro Alessandrini
Ricercatore indipendente
Umberto Mossetti
Sistema Museale di Ateneo, Università di Bologna
Giovanna Pezzi
Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Bologna
Juri Nascimbene
Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Bologna

Pubblicato 04-07-2023 — Aggiornato il 10-07-2023

Parole chiave

  • New World, Ancient herbaria, Rare species

Come citare

Buldrini, F., Alessandrini, A., Mossetti, U., Pezzi, G., & Nascimbene, J. (2023). L’erbario di Ulisse Aldrovandi: attualità di una collezione rinascimentale di piante secche. Aldrovandiana. Historical Studies in Natural History, 2(1), 7–34. https://doi.org/10.30682/aldro2301a

Abstract

Essiccare le piante per scopo di studio, confronto e scambio fra studiosi era divenuto una prassi dalla prima metà
del XVI secolo grazie all’opera di Luca Ghini, fondatore degli orti botanici di Pisa e Firenze. Fra i pochi erbari rinascimentali oggi conosciuti, quello di Ulisse Aldrovandi occupa un posto di primo piano per quantità e varietà dei campioni, giacché proprio in esso si trova una delle primissime testimonianze a livello continentale – se non la prima in assoluto – di molte specie d’uso corrente in Europa, introdotte dal Nuovo Mondo, così come di varie altre oggi protette perché assai rare o a rischio d’estinzione. Nel presente contributo s’illustrano alcune specie contenute in questo erbario, scegliendole fra le più notevoli per ragioni storiche, geografiche e scientifiche.